La speranza è l’ultima a morire

Donazione Avulss (A5 15x21,2)

Dalla “Carta” del volontario AVULSS:
Il Volontario AVULSS è una persona che, per libera scelta, risponde alla chiamata per servire i fratelli, ed essere segno fecondo dell’amore, promotore e donatore di speranza.
Per meglio comprendere come possiamo essere donatori di speranza vi proponiamo una riflessione sul significato e l’importanza di questa che possiamo considerare sostanzialmente una disposizione dell’anima. Per introdurre questo argomento abbiamo pensato di discutere insieme la frase di un celebre film che forse voi tutti avete avuto occasione di vedere.
“Via col Vento”
Di fronte alle sconfitte e alle difficoltà il personaggio si aggrappa all’unico bene che le rimane e cioè la speranza nel domani “domani è un altro giorno”.
Fin dall’antichità gli uomini si sono interrogati sul valore della speranza. Basta ricordare il mito del vaso di Pandora. Secondo il racconto del poeta greco Esiodo, Pandora , una donna bellissima aveva ricevuto in regalo da Zeus un vaso con la raccomandazione di non aprirlo, ma Pandora non riuscì a resistere alla curiosità, aprì il vaso e ne uscirono tutti i mali del mondo: la malattia, la morte, l’inganno, la miseria, la violenza….Sul fondo del vaso rimase solo la speranza che non fece in tempo ad allontanarsi prima che il vaso venisse chiuso di nuovo. Dopo l’apertura del vaso il mondo divenne un luogo pieno di dolore e sofferenza, finché Pandora lo aprì di nuovo per far uscire anche la speranza e il mondo riprese a vivere.
La speranza è l’apertura dell’uomo al futuro. La forza della speranza lo porta verso un domani ancora non ben definito, ma già sentito come un valore. Il simbolo della speranza diretta verso il futuro è Abramo, che per cercare la terra promessa abbandona la casa e si mette in cammino verso un mondo lontano e sconosciuto.
Varie parole possono essere messe in relazione con la speranza tipo desiderio, fiducia, aspettativa; queste parole richiamano piuttosto l’idea di attesa passiva mentre l’idea di speranza porta con sé l’idea di un’attesa attiva cioè la convinzione che un dato progetto possa realizzarsi e quindi l’uomo si attiva con la propria intelligenza per cercare soluzioni e strategie che possano permettere di raggiungere l’obiettivo.
La speranza ha a che fare con emozioni positive. Quando speriamo in qualcosa ci sentiamo bene, motivati e pieni di energia. La speranza è un sentimento che ci rende potenti. Grazie alla speranza l’uomo supera le difficoltà, vince la paura e il dolore e continua a vivere. Senza la speranza né i grandi artisti, né i grandi inventori avrebbero potuto fare nulla. Non bisogna essere troppo timidi nello sperare, perché la misura uccide la speranza.
La speranza richiede l’accettazione del rischio che ogni cambiamento comporta. Tuttavia Seneca diceva:
Anche se il timore avrà sempre più argomenti, tu scegli sempre la speranza.
Alla speranza si collega il tema della perseveranza, perché nella speranza c’è un elemento di resistenza: sperare significa resistere, risollevare quelle speranze che sono state momentaneamente sconfitte. La speranza rende l’uomo libero. Senza speranza l’uomo resta prigioniero della situazione, delle abitudini e delle stesse idee, mentre con la speranza ci si può aprire a nuove esperienze ed emozioni.
La speranza è anche uno scopo, un valore che dà ordine alla vita e che con la possibilità della sua realizzazione, le dà anche un senso. Perché le azioni non sono frutto di improvvisazione, ma sono coerenti con l’obiettivo.
Frasi di Papa Francesco durante la Veglia Pasquale a San Pietro
Che il Signore ci liberi dalla terribile trappola di essere cristiani senza speranza, che vivono come se il Signore non fosse risorto e il centro della vita fossero i nostri problemi. Di speranza ce n’è tanto bisogno oggi. La speranza non è semplice ottimismo o un invito a farsi coraggio. La speranza cristiana è un dono che Dio ci fa, se usciamo da noi stessi e ci apriamo a Lui. Questa speranza non elimina il male, ma infonde la vera forza della vita, che non è l’assenza di problemi, ma la certezza di essere amati e perdonati sempre da Cristo, che per noi ha vinto il peccato, la morte e la paura.
La speranza è una realtà che appartiene alla condizione umana ed è una delle motivazioni più profonde dell’agire umano.
Se la speranza è un bene così prezioso per il benessere dell’uomo, essere promotori e donatori di speranza è per noi una grande responsabilità.
Come possiamo essere promotori e donatori di speranza?
Se la speranza è un bene così prezioso per il benessere dell’uomo, essere promotori e donatori di speranza è per noi una grande responsabilità. Cerchiamo quindi di capire come possiamo essere promotori e donatori di speranza.
La speranza ha due bellissimi figli: lo sdegno e il coraggio. Lo sdegno per la realtà delle cose e il coraggio per cambiarle.
cit. Sant’ Agostino
Si può promuovere la speranza, con lo sdegno, individuando le cause di sofferenza e cercando, a volte con coraggio, di rimuoverle attivando la propria intelligenza e anche con fantasia per trovare soluzioni e strategie che possano migliorare la qualità della vita delle persone di cui vogliamo prenderci cura.
Per donare speranza è necessario educarci alla speranza e imparare a sperare seguendo il cammino faticoso che porta alla conoscenza di noi stessi e delle nostre emozioni e non lasciare morire in noi la speranza se vogliamo aiutare chi la sta perdendo. Senza speranza in noi, sarebbe così facile lasciarsi guidare dalla noncuranza, dalla indifferenza, dalla rassegnazione, e dalla mancata attenzione alle attese e ai bisogni degli altri.
La speranza è un cammino che si compie nella relazione con l’altro quando si cerca di andare oltre la soddisfazione dei bisogni materiali, per comprendere quali siano le attese e i bisogni più profondi.
Nel nostro servizio è importante prestare attenzione per incontrare la persona a livello profondo, evitando la superficialità, l’indifferenza o la distrazione. L’attenzione infatti ha una grande importanza nel dare un senso alle cose che ascoltiamo, e alle cose che diciamo, mentre la distrazione porta con sé, al di là delle buone intenzioni, il non capire l’angoscia, l’attesa delusa o la speranza negata dell’altro.
“L’attenzione, nel suo grado più elevato, e la preghiera sono la stessa cosa” Simone Weil (filosofa e scrittrice francese)
La condivisione delle difficoltà e la compassione (patire con) possono aprire spiragli di speranza che rendano meno pesante affrontare le situazioni di sofferenza. Accompagnare la persona, non portarla, cercando di scorgere e valorizzare potenzialità nascoste che possono essere espresse e far intravedere un domani meno difficile.
Esprimere l’amore, per raggiungere il cuore della persona, con gesti appropriati (sguardi, carezze, sorrisi, abbracci ma anche ascolto empatico o semplice presenza silenziosa). Sentirsi oggetto dell’amore sincero di un altro essere umano è sicuramente un forte stimolo ad andare avanti e ad aprirsi alla speranza.
Da tutte queste osservazioni possiamo concludere che: la speranza è una tensione connaturata all’essere stesso dell’uomo ed è una delle motivazioni più profonde dell’agire umano.

Strabbioli Rosanna
Responsabile Culturale AVULSS di Falconara Marittima

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