L’alluvione che ti aspetti

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Un’alluvione al giorno. Dopo Olbia, Benevento. Prima ancora Genova e tante altre. E ogni volta le stesse scene di città e campagne allagate con macchine nell’acqua alta che assomigliano a ippopotami meccanici. Di cittadini con gli stivaloni che svuotano i negozi. E poi i morti di cui si è perso il conto. Se i caduti sul lavoro sono causati da mancanza di investimenti in sicurezza e di controlli, i caduti per alluvione lo sono per mancanza di gestione del territorio e totale miopia nell’affrontare il problema trasformato sempre in emergenza, come se la pioggia fosse una maledizione divina e vivessimo nel deserto del Sahara e non in Italia.

Il massimo sforzo del governo sono comparsate per promettere soldi a destra e a manca, miliardi di euro pronta cassa (a parole), per poi scomparire e lasciare nel fango gli alluvionati. Chi sente il Bomba in questi casi dice “Però, che tempestività, che velocità, che umanità, che fantastico selfie con il sindaco di turno”… sedotto e abbandonato. La cittadinanza dovrebbe trattenerlo in loco, il Bomba, fino a quando la somma promessa non sia arrivata, come in un normale riscatto. Solo dal 2000 al 2015 vi sono state 44 alluvioni. Troppe per essere considerate fatalità o eventi imprevedibili.

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